Il suo nome potrebbe far pensare ad una baia tetra, perennemente offuscata da una fitta nebbiolina funerea, che aleggia su una spiaggia addobbata da ossa e scheletri, sinistramente incastonati in una sabbia color cenere e bagnata da acque oscure come l’inferno.
La realtà però, è esattamente l’opposto.
La baia in questione è a dir poco incantevole, le atmosfere non sono affatto inquietanti e deprimenti ma al contrario estremamente soavi e colorate. La spiaggia non assomiglia ad un cimitero e l’acqua, in un posto come l’Asinara, non può di certo essere maligna e tenebrosa, bensì appare limpida e celeste, talmente celeste da risultare celestiale.
Le ossa? Quelle ci sono realmente, e sono pure tante, migliaia! Ma sono tutte conservate nel Santuario Austro-Ungarico sulla collina alle spalle della spiaggia e da cui questa cala prende il nome.
