Wikipedia spiega: la Bandiera Arancione è un riconoscimento di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano ai borghi dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti, che si distinguono per la qualità dell'accoglienza turistica, la sostenibilità ambientale e la cura del patrimonio artistico e culturale.
Questa definizione dipinge scrupolosamente quello che ci si para davanti agli occhi nel momento in cui varchiamo la soglia di questo, a tratti fiabesco, borgo barbaricino crogiolo di autenticità.
Accoglienza, ambiente e cultura.
Tre parole che contengono l’universo gavoese che dai suoi 800 metri di altitudine si gode un contesto naturale profumato da una marea di boschi, bagnato da fiumi e laghi, ed incorniciato da aspre montagne che in inverno imbiancano il panorama.
Una bellezza naturalistica che si intona a meraviglia con ciò che di umano questo posto ha da offrire.
Qui l’ospitalità è quel qualcosa che ci fa sentire a casa a prescindere da dove proveniamo. Una propensione innata all’accoglienza forgiatasi in millenni di intrecci culturali e che oggi caratterizzano l’anima di questi luoghi.
Il miglior modo per respirare questa cultura? Semplice, basta passeggiare per il suggestivo centro storico di Gavoi, sede della più grande rassegna letteraria in Sardegna, per ritrovarsi perduti in un percorso sensoriale iper stimolante: dalla miriade di prelibatezze enogastronomiche da degustare come il locale Fiore Sardo, al Museo Casa Porcu Satta, che ci fa viaggiare in epoche lontane mostrandoci gli abiti, i giocattoli, e gli strumenti artigiani e musicali tipici della storia gavoese.
